LA LEZIONE DELLA NONNA: DARE FORMA AL PANE

To start the day in the best way, enjoythe extraordinary buffetbreakfast in the our courtyard caressed

UN FUTURO CHE INIZIA, UN PASSATO CHE RIMANE.

<<Che odore cloccante!>>

exclaims Gaetano. La zia si mette a ridere,

<<ma un odore può essere buono, travolgente, ma mica croccante! E poi si dice cRoccante, con la R!>>

<<No zia, questo è proprio cloccante.>>

Zia Francesca ha appena sfornato una pagnotta.

Gaetano la aiuta in tutti i lunghi procedimenti, dato che nel weekend sta sempre a casa sua, perché come dice lui

<< è la mia zia preferita >>.

Allora il sabato sera i genitori lo accompagnano da Zia Francesca e lui resta lì fino al pranzo domenicale, quando li raggiunge il resto della famiglia. La zia è anziana, e adesso vive da sola, così è sempre felice di poter passare più tempo possibile con l’adorato nipotino. Alle 18 del sabato iniziano a preparare l’impasto:

<<questa ricetta è segreta, non la devi dire a nessuno!>>.

<<No zia, me la tengo scritta nella mente e basta, così quando da grande avrò il mio panificio farò il tuo pane che è il più buono del mondo!>>.

Si impasta a mano, si amalgama bene il tutto, e certe volte Gaetano si innervosisce pure un po’ perché gli rimangono tutte le mani infarinate e appiccicose, ma dopo i tanti rimproveri della zia, zitto zitto le mette sotto l’acqua tiepida e magicamente ecco che escono pulite. Poi guarda quella nuvoletta crescere e ogni tanto la scopre dal canovaccio per guardarla più da vicino, stando attento a non farsi scoprire!
La zia se ne accorge sempre, ma è così comico che non lo riprende neanche. Ha imparato che la pagnotta deve lievitare per tante ore per poter essere la più buona del mondo, e allora aspetta pazientemente fino al giorno dopo. E la domenica mattina ecco il primo pensiero aperti gli occhi:

<< Zia inforniamo il panee!>>.

E la aiuta a dargli la forma più bella che riescono a fare, e poi via in forno: il forno di Zia Francesca è bellissimo perché può guardare all’interno, e la pagnotta è tutta illuminata da una luce gialla, mentre cresce e si colora. Mentre si “accroccantisce”, dice Gaetano. Se lo ricorda, mentre apre per la prima volta le porte del suo panificio a Roma il 16 Dicembre 2018, dove il pane è fatto esclusivamente con una ricetta super segreta. Il locale si chiama “ da Zia Francesca”, e la loro foto mentre impastano insieme è affissa al muro principale.

Ognuno ha una zia Francesca nella vita, quella persona che ci ha aperto gli occhi al mondo che più amiamo, che ci ha indirizzato verso i sogni più intimi e che ci dà la forza per pensare di poterli realizzare, e con un po’ di fortuna, di farlo per davvero.

pane

Nei ricordi di tutti i madoniti, c’è quella giornata in cui la nonna faceva il pane. La maidda (contenitore di legno usato per l’impasto) al centro del tavolo, la farina e l’acqua, le braccia delicate ma al contempo energiche della nonna che mettevano insieme gli ingredienti; tutti i bambini in piedi sulle sedie per guardare, fiduciosi che lei li avrebbe fatti cimentare in quella antica e magica arte.

Poi si accendeva il forno, rigorosamente a legna, e diventava l’occasione per fare i biscotti e tostare le mandorle, per creare indelebili ricordi di mani infarinate e assaggi proibiti.

Il Ted Francesco ricrea per i visitatori questa atmosfera, coinvolgendo alcune famiglie madonite, che insegneranno loro a impastare il pane.

pane

 

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